IL MOVIMENTO SINDACALE DAVANTI ALLA GUERRA – GLI SCIOPERI DEL 22 APRILE E DEL 20 MAGGIO

Sabato 9 aprile si sono incontrate a Milano diverse organizzazioni sociali, politiche e buona parte del sindacalismo di base e conflittuale, per discutere della guerra, dell’economia di guerra e delle sue conseguenze sul proletariato. L’obiettivo era, ed è, sviluppare un’azione comune.

Un risultato importante, per nulla scontato, è la proclamazione dello sciopero generale e sociale per venerdì 20 maggio, in un percorso, attraverso iniziative unitarie, a cavallo tra il 25 Aprile e il 1° Maggio.

Altro sciopero è previsto per venerdì 22 aprile, proclamato dall’USB, con manifestazione nazionale a Roma; una mobilitazione incentrata sulla condizione operaia e sul NO alla scelta del governo di inviare armi in Ucraina.

Un’iniziativa solitaria rispetto, invece, all’insieme di realtà sindacali che promuovono il 20 maggio.

Auspichiamo che lo sciopero del 20 maggio possa riunificare l’insieme del sindacalismo di base/conflittuale, USB compresa. Creerebbe condizioni favorevoli alla partecipazione anche di lavoratori combattivi delle aree di opposizione in CGIL, in primis il Collettivo di fabbrica della ex GKN, come avvenuto con lo sciopero dello scorso 11 ottobre.

Coerenti col principio dell’unità d’azione sindacale parteciperemo alla manifestazione del 22 aprile e altrettanto dovrebbe fare il resto del sindacalismo di base, cogliendo l’occasione di coinvolgere responsabili sindacali, delegati RSU/RLS/RSA, attivisti e iscritti di USB nello sciopero del 20 maggio.

I prossimi mesi saranno duri per la tenuta delle organizzazioni sindacali. L’economia di guerra produrrà il blocco sostanziale delle retribuzioni (al di là di un accordo formale che non vi sarà per l’ipocrisia degli apparati di CGIL CISL UIL), l’ennesima riduzione dell’occupazione, l’aumento della cassa integrazione, l’ulteriore decadimento delle condizioni di lavoro e di vita e l’impoverimento di gran parte delle classi lavoratrici e delle masse popolari.

Organizzarsi e mobilitarsi non sarà facile considerando l’arretramento dei livelli di coscienza e lo scivolamento a destra di buona parte del mondo del lavoro, e non solo.

I percorsi attivamente unitari non rappresentano la soluzione immediata alle gravi difficoltà di fase; ma una certezza è sin troppo evidente: quanto l’autoreferenzialità e il settarismo siano destinati all’inconsistenza, oltre ad essere inutili e/o dannosi.

Ovviamente, siamo, saremo impegnati, attraverso il nostro contributo, alla riuscita delle iniziative di lotta.

 

CLA – Coordinamento Lavoratori e Lavoratrici autoconvocati per l’unità della classe

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