APPELLO GKN

Riceviamo e pubblichiamo:

Vi invitiamo domenica 21, dalle 10 alle 16, all’assemblea pubblica qua al presidio GKN (n.d.r.: Via Fratelli Cervi, 1, 50013 Campi Bisenzio FI, Italia). Un’assemblea di lavoratori e lavoratrici per lavoratori e lavoratrici. Proveremo a raccontarvi la nostra esperienza, approfondire lo stato della vertenza, parlare del tema della nazionalizzazione. Per partecipare scrivete allo 3478646481.

E parleremo anche del tema della convocazione dello sciopero generale.

Come semplici lavoratori e iscritti al sindacato, riteniamo tale convocazione doverosa. Per i morti sul lavoro, la miseria salariale, il precariato dilagante, le pensioni, la privatizzazione dei servizi pubblici e della sanità, per i tagli allo stato sociale, per il carovita, il diritto alla casa.

Come lavoratori di una delle tante aziende in crisi, riteniamo vitale la convocazione dello sciopero generale come forma basilare ed elementare di unificazione delle vertenze in corso. Alitalia, Air Italy, Whirlpool, Fedex, Bekaert, ex Saeco, ecc. ecc.: ognuna di queste vertenze pone temi di natura sistemica. Ed ognuna di queste vertenze perde se ripercorre la strada normalmente percorsa fin qua.

Come lavoratori sottoposti a fenomeni di delocalizzazioni, riteniamo lo sciopero generale lo strumento base per allargare la nostra mobilitazione e rivendicare un cambio normativo.

Come lavoratori dell’automotive, riteniamo lo sciopero generale lo strumento fondamentale per mobilitare l’intero settore e fermare l’evidente disimpegno e ristrutturazione in corso negli stabilimenti Stellantis in Italia.

Come membri del collettivo di fabbrica, vediamo la condizione del mondo del lavoro legato a mille fili alle enorme contraddizioni di questo sistema. Riteniamo perciò che lo sciopero generale debba essere generalizzato e sociale, aperto cioè alla convergenza delle lotte ambientali, di genere, per la giustizia sociale.

Non accettiamo l’idea che questa prospettiva vada derubricata in nome delle compatibilità con il Governo. Perchè in assenza di rapporti di forza favorevoli, qualsiasi decisione politica è un’operazione a perdere per i lavoratori. Perchè mantenendosi l’attuale contesto, qualsiasi immissione di denaro pubblico è pura regalia al grande capitale che, mai come oggi, vuol dire fondamentalmente grande finanza.

Non accettiamo l’idea che su questa prospettiva prevalga un veto della direzione della Cisl. Dell’unico sindacato cioè che non ha fatto nemmeno un minuto di sciopero contro il Jobs Act.

Come lavoratrici e lavoratori consapevoli del nostro tempo e della società in cui viviamo, siamo consapevoli quanto lavoro sia necessario per preparare uno sciopero generale che sia degno di questo nome. Ma non accettiamo che la preparazione diventi la scusa per il rinvio eterno.

Siamo altresì consapevoli che l’idea della necessità di uno sciopero generale è oggi minoranza nei vertici delle organizzazioni sindacali di massa. E che permanendo questo stato di cose questo autunno passerà senza alcuno sciopero generale.

Riteniamo però che ogni giorno le ragioni per convocare tale sciopero si accumulino, nella realtà sociale, nella testa delle persone, nei fatti di cronaca, nei processi sociali. E che ogni giorno l’idea che sia necessario “insorgere”, colpisca l’immaginario di lavoratrici, lavoratori, giovani, di questo paese.

Siamo infine consapevoli che anche laddove fosse convocato oggi uno sciopero generale, dovrebbe fare i conti con la ruggine, forse l’inadeguatezza o comunque la disabitudine dell’intera struttura sindacale a reggere, sviluppare e a dare efficacia e continuità ad un percorso di lotta e rivendicativo.

Possiamo osservare che nella storia, quando si è prodotto un movimento di cambiamento reale in grado di migliorare le vite di intere generazioni, questo ha coinciso con una modifica, una rivitalizzazione, delle strutture sindacali di base, delle coscienze, delle forme di organizzazione degli ultimi della società.

Lo sciopero generale, quindi, non è una data. Non è una “x” da mettere sul calendario. Non è una convocazione. E forse non riuscirà nemmeno a coincidere con i tempi parlamentari della manovra. E’ un percorso, un rapporto di rimando tra iniziativa dall’alto e spinta dal basso. E’ un percorso, una convinzione che cresce, un tarlo che scava, date di lotta che come torrenti cercano un grande fiume dove affluire.

Siamo infine consapevoli che senza questo percorso noi svaniremo, in dissolvenza, affogati da parole, tavoli, accordi a perdere o accordi a vincere non rispettati. E che quindi, potete continuare a non convocarlo questo sciopero generale, forti di un finto realismo e di ragioni tattiche e diplomatiche. Ma noi abbiamo il compito di sopravvivere ogni giorno, ripetendovi finchè abbiamo voce: sciopero generale, se non ora quando?

#insorgiamo